12 Mar 2011 - Segnalazione eventi: CARTOOMICS

Questo è il fine settimana di Cartoomics, 18° Salone del Fumetto, dei Cartoons, del Collezionismo e dei Games e VideoGames. L'evento principale (ovvero l'esposizione di albi vecchi e nuovi, di gadget per tutte le tasche, di oggetti per collezionisti e di spettacolari videogiochi) si tiene presso Fiera Milano City - fermata della Metropolitana Lotto o, se preferite fare una strada più lunga, fermata Amendola. A dire il vero i fumetti rivestono una parte sempre meno importante all'interno degli eventi dedicati ai fumetti (penso a Cartoomics e anche a Lucca Comics and Games, Napoli Comicon, Torino Comics ecc). E' inevitabile. Cambiano le abitudini e le forme di intrattenimento, il passato prossimo diventa passato remoto. E i cari, vecchi fumetti restano indietro. Segno dei tempi, che passano lentamente ma inesorabilmente. Fa notizia l'esborso folle di un misterioso riccone (che ha comprato all'asta - per 1 milione e 100 mila dollari - il numero 15 di "Amazing Fantasy" in cui compare per la prima volta Spider Man) mentre passano inosservate le iniziative di tanti piccoli, tenaci editori che immettono linfa vitale in un mercato fumettistico che, fino ai primi anni Ottanta, era di massa e oggi, invece, è una nicchia popolata da appassionati e/o fissati che non mollano.

11 Mar 2011 - Anteprima Numeri Primi

© I Blues Brothers parcheggiano negli spazi non consentiti
La puntata di domenica 13 marzo sarà dedicata alla colonna sonora di un film che ha portato il blues (e il rhythm'n'blues e il rock'n'roll e il soul ecc) nella vita di un numero elevato di persone. Uscito in Italia il 13 novembre 1980, "The Blues Brothers" fu scritto da Dan Aykroyd e John Landis, e diretto da quest'ultimo.
La trama è semplice. I due enigmatici blues brothers Jake (John Belushi) and Elwood (Dan Aykroyd), appassionati di blues, decidono di ricostituire il loro vecchio gruppo musicale per raccogliere fondi da destinare ad un orfanotrofio in difficoltà finanziarie. La patente scaduta di Elwood porta un paio di poliziotti sulle tracce dei due fratelli del blues e, via via che l'azione procede, le forze dell'ordine di mezza America si lanciano un po' alla volta all'inseguimento di Jake, Elwood e della banda. I Blues Brothers faranno il loro concerto e i fondi verranno versati sul conto dell'orfanotrofio, sanando i debiti. Missione compiuta. I fratelli del blues e i loro muicisti saranno arrestati e continueranno la loro carriera musicale in carcere, per la gioia dei detenuti.
A domenica prossima.

10 Mar 2011 - Ultimate Avengers

© Marvel/PaniniComics
© Marvel/PaniniComics
La casa editrice Marvel propone da 70 anni storie a fumetti in cui azione, humor e dramma si miscelano senza soluzione di continuità. Negli ultimi anni il Cinema ha contribuito ad incrementare la notorietà di personaggi come L'Uomo Ragno, I Fantastici Quattro, Hulk e Iron Man, creati - nella maggioranza dei casi - da Stan Lee, Jack Kirby e Steve Ditko
© Marvel/PaniniComics
Stanno per arrivare nelle sale Thor, Capitan America, I Vendicatori. Questi ultimi sono protagonisti di tre (anzi: sei) episodi pubblicati - tra novembre 2010 e marzo 2011 - nella collana "Ultimate Avengers", curata in Italia da Panini Comics. I citati sei episodi costituiscono una bella mini-serie scritta da Mark Millar, disegnata da Leinil Francis Yu, passata a china da Jerry Alangular e colorata da Laura Martin. Tra i protagonisti troviamo The Punisher (più drastico del solito e con un bel costumino nuovo), Occhio di Falco, Vedova Nera, Mister Cash, Nick Fury, Ghost e il Diavolo in persona.
Insomma, il cast è ben assortito, nutrito e variegato.
© Marvel/PaniniComics
L'universo Ultimates è caratterizzato da una riscrittura delle bio e delle vicende di tutti i supereroi Marvel. Vecchi personaggi rigenerati a colpi di nuove idee, in nuovi contesti e con nuovi sviluppi. Tutto vecchio e - allo stesso tempo - tutto nuovo, insomma. "Cambiare tutto perché nella cambi?". Può essere.
La lettura di "Ultimate Avengers" # 4, 5 e 6 è consigliata a tutti gli appassionati di super-heroes action comics.

09 Mar 2011 - Recensioni fresche fresche

Ho recensito per il "Giornale della Musica online" il recente concerto di Andrew Durkin & Industrial Jazz Group. Li conoscete? Si tratta di una big band californiana che spazia in ambiti tanto interessanti quanto insidiosi dell'universo jazz. C'è swing nel cuore di Durkin & Compari ma, nella pratica, la loro irrequietezza - che a tratti si tinge di compiaciuta irriverenza - li porta vicini a Charlie Mingus e soprattutto a Frank Zappa, senza tuttavia scopiazzare né l'uno né l'altro. La parola "Industrial" contenuta nella denomnazione ha qualcosa a che vedere con la musica che fanno? No, macché. Non fanno musica industriale. Però sì: sono operai che forgiano nuova musica (wow, che perifrasi spericolata, se continuo così mi verrà l'emicrania, ndr).
Industrial Jazz Group: ascoltate qualcosa qui.
E appena avete un attimo date una leggiucchiata alla mia recensione.

08 Mar 2011 - Notte femmina


© La hostess dei  vs sogni 
Notturna radiofonica dedicata a tutte le donne, in occasione dell'otto marzo, la festa della donna. La prima parte la trasmissione è stata caratterizzata da brani - prevalentemente ma non esclusivamente - country-rock. Con "Erotico" di Morricone (riletto da Zorn) c'è stato un primo spostamento in ambiti vicini al jazz. La virata è stata funzionale a introdurre l'intervista all'ospite di questo appuntamento notturno, ovvero Andrew Durkin, il bandleader dell'Industrial Jazz Group, la big band ScottMingusZappiana che domenica mattina si è esibita con successo al Teatro Manzoni di Milano per la rassegna "Aperitivo in Concerto". Il concerto è stato impeccabile e pensavo che i musicisti dell'IJG avrebbero fatto qualche bizzarria in più sul palco ma invece no, sono stati molto discreti e garbati. Professionali? Storditi dal jet lag? Intimoriti dal tono serioso che aleggia al Manzoni? Oh be', nessun problema: ciò che conta è la musica e, sotto questo profilo, niente da dire, anzi. Tornando alla trasmissione, dopo l'intervista a Durkin la notturna ha preso un piega diversa - per quanto riguarda i generi musicali - e i brani hanno spaziato tra sperimentazione, meditazione, alter jazz, musica etnica scandinava e cover strampalate (ma sempre molto godibili). Trasmissione scaricabile nel boxino in alto a sinistra as usual.

Notturna 8 marzo 2011
(Autore - Brano, Album, Anno di uscita)
Eva Cassidy - Wayfaring Stranger, Eva By Heart, 1997
Da Lata - Cores, Songs from the Tin, 2000
Tori Amos - The Waitress, Under The Pink, 1994
RobinElla - Down The Mountain, Americana, 2007
Robin Holcomb & Bill Frisell - One of These Days (cover), Nashville, 1996
Judee Sill - The Pearl, Heart Food, 1973
Dorthe Gerlach & Hush - If a Was, A Lifetime, 2005
Grace Slick with Jefferson Airplane - Somebody To Love, The Best of, 1996
Shelley Hirsch + Laura Biscotto with John Zorn - Erotico (cover), John Zorn plays the music of Ennio Morricone, 1985
Industrial Jazz Group - Don't Let 'em Getcha, Leef, 2008
Intervista a Andrew Durkin, bandleader Industrial Jazz Group (inizio)
© I sogni della vs hostess
Jill Knapp +  Tany Ling with Industrial Jazz Group - What's Industrial Jazz?, Leef, 2008
Intervista a Andrew Durkin, bandleader Industrial Jazz Group (fine)
Jill Knapp +  Tany Ling with Industrial Jazz Group - Big Ass Truck, Leef, 2008
Joanna Newsom - In California, Have One on Me, 2010
Savina Yannatou & Primavera en Salonico - Omar Hashem Leyakovyu, Songs of an other, 2008
Kendra Smith - Temporarily Lucy, Five Ways of Disappearing, 1995 
Lisa Gerrard - Biking home, Whalerider Original Soundtrack, 2005
Isabel Bond - Let's find Out, A chichen, a train and a few monsters, 1969
Yuka Honda & Sean Lennon - The Look of Love (cover), Great Jewish Music: Burt Bacharach, 1996
Sanna Kurki-Suonio + Tellu Paulast with Hedningarna - Saaglaaten, Trä, 1994
Värttinä - Kivutar, Ilmatar, 2001
Jeffersopn Airplane - Instrumental '67, After Bathing at Baxter's, 1967

07 Mar 2011 - Ritratti

Ogni giorno mi vengono in mente delle idee che, se fossi un tipo veloce e organizzato, nonché pragmatico, trasformerei in altrettanti libri. Cartacei, intendo, con una copertina e delle pagine da sfogliare. Ma il tempo è quello che è, il mercato pure e le scuse che accampo con me stesso anche, quindi mi appoggio a questo blog per trasferire attraverso degli appunti (sotto forma di post) le idee che voglio tenere a mente.  E che un giorno - non lontano? - realizzerò. Il filosofo, scrittore, mistico, maestro di danze, compositore e insegnante armeno Georges I. Gurdjieff firmò "Incontri con uomini straordinari", pubblicato in Italia da Adelphi. Nelle recensioni pubblicate da Internet Bookshop ci sono pareri incondizionatamente favorevoli o spietatamente contrari. Si tratta di giudizi estremi (per alcuni Georges è un Maestro, per altri uno squallido Cialtrone) e leggerli è piuttosto interessante, a volte perfino divertente. Ma restando sul titolo del libro, credo che ognuno di noi potrebbe stilare una lista di persone straordiarie delle quali parlare in un proprio racconto legato a uomini straordinari e donne straordinarie. Nella mia lista di persone straordinarie oggi inserisco l'amico e maestro Alessio G. Guarino, un fotografo italiano che attualmente vive e lavora in Giappone. Scelgo uno dei numerosi ritratti che ha realizzato: si tratta del designer Makio Hasuike nel suo studio di Via Pietro Custodi (zona Navigli, Milano). I ritratti di Alessio trasferiscono in chi guarda la miglior essenza del soggetto fotografato e del suo ambiente. Vi invito a guardare quelli da lui pubblicati online: alessioguarino.itimagemaker.it (nota: i siti contengono un'ampia panoramica dell'eccellente lavoro di questo bravo fotografo).
Makio Hasuike © Alessio G. Guarino

06 Mar 2011 - Tracklist Numeri Primi # 21

Autore - Brano, Album, Anno di uscita
Cream - Sunshine of Your Love, Disraeli Gears, 1967
Cream - Tales of Brave Ulysses, Disraeli Gears, 1967
Graham Bond Organisation - Wade In The Water, The Sound Of '65, 1965
Cream - Outside Woman Blues, Disraeli Gears, 1967
Jimi Hendrix Experience - Little Miss Strange, Electric Ladyland, 1968
Cream - Swlabr, Disraeli Gears, 1967
Derek and the Dominos - Layla, Layla and Other Assorted Love Songs, 1970
Frank Zappa/Jack Bruce/Jim Gordon - Apostrophe', Apostrophe', 1974
Frank Zappa - Purple Haze/Sunshine of your love (cover), The Best Band You Never Heard in Your Life (live 1988), 1991
Ginger Baker/Bill Frisell/Charlie Haden - East Timor, Ginger Baker Trio, 1994
Eric Clapton - After Midnight (cover), Eric Clapton, 1970
Cream - Cat's Squirrel, Fresh Cream, 1966
encore:
Humble Pie - Natural Born Woman, Hot 'n' Nasty: The Anthology, 1994

05 Mar 2011 - Crisi, pizza e la città che sale

E' possibile quantificare i cambiamenti portati dalla famigerata crisi (iniziata a fine 2008) che ha reso più poveri i poveri e più ricchi gli sciacalli? Sì, è possibile. Un fatto evidente è che girano meno soldi. E quelli che girano valgono sempre meno. Questo ha modificato le abitudini della (ampia) porzione di popolazione colpita dalla crisi. Vediamo un esempio: ai milanesi piace andare a mangiare fuori. Ma non è più tempo di ristoranti dove si spendono 50/70 euro a testa. Chi optava per questo tipo di locale oggi va più volentieri in pizzeria, dove mediamente  con una ventina di euro ti fai pizza + birra + dolce + caffé
La pizza: una grande invenzione
Facile da fare, piace praticamente a tutti. Per gli esercenti è una vera manna dal cielo perché consente ricarichi elevati. Al pizzaiolo fare una pizza costa tra gli 1 e i 2 euro (incluse materia prima e manodopera) e la fa pagare dai 5 ai 15 euro o più. Non so perché ma, da qualche anno a questa parte, digerisco a fatica la pizza, di qualsiasi tipo esso sia (alla napoletana, all'egiziana, alla vegana, al trancio, al ecc). Sto invecchiando e questo presuppone un inevitabile sputtanamento del sistema digestivo? Può darsi, ma non sono convinto che si tratti solo di questo. Credo che sia l'impasto ad essere di qualità inferiore rispetto al passato. E' una mia supposizione, non ho le prove. Comunque mi è passata la voglia di andare a mangiare fuori anche per un altro motivo: costa troppo. Anche la pizzeria. Ma di tanto in tanto mi concedo uno strappo alla regola.
Ieri ero con un gruppo di amiche e amici. Si stava avvicinando l'ora di pranzo. Una di loro ha proposto: "Perché non ordiniamo delle pizze takeaway e le mangiamo da me?". Abbiamo aderito con trattenuto entusiasmo. Ci siamo divisi: alcuni sono andati ad apparecchiare. Io e altri due siamo andati a prendere le pizze. L'amica che forniva lo spazio per la degustazione abita in Via Castel Morrone (MI), una rilassante via alberata che nelle giornate di fine inverno sfodera tutta la sua bellezza. Nei pressi dell'abitazione ci sono diverse pizzerie. "Dove andiamo a prendere le pizze?". "Alla Brickoven che c'è qui, al numero 7 di via Castel Morrone". Ok, andiamo lì. Al numero 7 c'è un portone di fianco al quale è stata apposta una targa commemorativa che dice: "Dal novembre 1907 per tre anni abitò questa casa Umberto Boccioni. Qui ritrasse se stesso, la madre, la gente, la città che sale". 
La città che sale? E dove va? Mah. 
Entriamo in pizzeria e tre camerieri tre (due italiani e uno - a occhio - indiano) si mettono al banco ordinazioni, dotato di moderna postazione con schermo touch per segnare gli ordini. E noi ordiniamo (tra le varie pizze ci sono 3 "Marinare" alle quali abbiamo chiesto di aggiungere le olive) e paghiamo. Il prezzo totale mi sembra più elevato del previsto. Controllo lo scontrino e scopro che le "Marinare plus olive" hanno una maggiorazione di 2,50 € cadauna. Chiedo al cameriere indiano: "Una maggiorazione di due euro e cinquanta per l'aggiunta di olive?!?". "Sìsì, prezo magiorazione". "Ma cosa?! Quattro olive me le fai pagare due euro e cinquanta? Complimenti!". Lui fa - appunto - l'indiano e guarda in un punto imprecisato sullo schermo del compiuter tacc. Esco dal locale - finemente arredato con legni mordenzati o tinteggiati di chiaro in stile "New England" - con estremo disappunto. 
Tra l'altro la pizza è sottile come pane carasau, cosa che detesto.
C'è qualcosa che non mi torna. I soldi ormai non si spendono più: evaporano. E l'unica forma di resistenza, oggi, è non usarli inutimente. Se uno ne ha pochi è facilitato. Mangiare è una necessità. Mangiare fuori casa è un lusso. Forse la crisi con cui conviviamo da anni ci sta aiutando a capire di cosa abbiamo effettivamente bisogno e cosa, invece, è superfluo. 
Non ce l'ho con "Brickoven", semplicemente non andrò più a foraggiarli (e loro manco se ne accorgeranno) in quanto per me superflui. Ed esosi.
Nel frattempo la crisi non molla e la città sale.

04 Mar 2011 - Anteprima Numeri Primi

© CREAM: l'eleganza innanzitutto
Il protagonista della prossima puntata di "Numeri Primi - un album e le storie intorno" sarà "Disraeli Gears", album inciso nel 1967 dai CREAM, ovvero il power trio formato da Eric Clapton, Jack Bruce e Ginger Baker. Questo salto indietro nel tempo di 44 anni ci permetterà di immergerci negli umori, nei suoni e nelle fragranze della Londra di fine anni Sessanta. In quel periodo la capitale del Regno Unito era un calderone di idee e di follie, di tinte sgargianti e di suoni inediti, di Mary Quant e di Carnaby Street. Nell' effervescente swinging London non c'era più posto per il nichilismo degli Angry Young Men (tornerà alla ribalta in seguito, con l'avvento del punk) che negli anni Cinquanta aveva contraddistinto la reazione delle giovani generazioni al passatismo britannico. Il tono delle nuove reazioni era un altro. La musica e la moda inglesi dettavano legge. Queste due forme di espressione creavano vibrazioni che scuotevano le mente in modo positivo, originando nuove forme di consapevolezza e, allo stesso tempo, dando nuove occasioni di business. L'Inghilterra tornava ad assumere l'antico ruolo di potenza economica in due ambiti nuovi: quello dell'entertainment sonoro e quello dell'abbigliamento. Manager e businessmen - con o senza bombetta ma pur sempre british -  si appropriavano con successo dei mercati della musica e della moda.
Il tempo è passato e la buona musica - come quella di Clapton & Co. - è restata. I brani dei Cream verranno alternati a pezzi di Graham Bond Organisation, Jimi Hendrix Experience, Derek and the Dominos, Ginger Baker Trio, Eric Clapton, Humble Pie.

03 Mar 2011 - Suggerimenti di ascolto (2)

Boris Savoldelli è un cantante che ama sperimentare, anche e soprattutto con la propria voce. Il suo ultimo album si intitola "BioCosmopolitan" ed è un affascinante esplorazione delle possibilità e delle potenzialità della voce umana applicata al formato canzone. E' un bel disco, realizzato con cura e non privo di una garbata ironia di fondo. Non è un'opera per pochi eletti. Avete presente lo straordinario e a tratti stupefacente "Cantare la voce" di Demetrio Stratos? Ecco, qui siamo da un'altra parte. Il richiamo più forte è piuttosto all'albun del 1984 "A Cappella" di Todd Rundgren. Savoldelli riesce nell'ammirevole sforzo di sposare ricerca e immediatezza, per questo i brani di "BioCosmopolitan" si ascoltano subito con piacere. Pezzi  orecchiabili? Sì e questo è un invito esplicito, anche per i meno temerari.
Tra le bonus track va segnalata la cover piuttosto spericolata di "Crosstown Traffic" di Jimi Hendrix. "BioCosmopolitan" esce il 15 marzo ed è pubblicato da "MoonJune", un'ottima etichetta newyorkese (fondata da Leonardo Pavkovic) da sempre concentrata sulla musica di qualità. Intervisterò a breve Boris. L'intervista uscirà su www.drivemagazine.net, sito nel quale sono presenti - tra le altre - diverse mie recensioni di album pubblicati dalla sopra citata MoonJune.
Il sito di Boris Savoldelli è www.borisinger.eu

02 Mar 2011 - Segnalazioni - Mostra De André

Dall'11 marzo al 15 maggio presso la Rotonda della Besana (via Besana 12, Milano) sarà in cartellone "Fabrizio De André - la mostra", un omaggio al lavoro e alle filosofie di pensiero che caratterizzarono Fabrizio De André. La vita, la musica, le esperienze e le passioni raccontate in sei sale: [1] LA POETICA, [2] LA MUSICA, [3] I PERSONAGGI, [4] LA VITA, [5] FABRIZIO IN VIDEO, [6] I DOCUMENTI.
Per ulteriori informazioni: http://www.fabriziodeandrelamostra.com

01 Mar 2011 - Musica per sentire la pioggia

© Una bella giornata
Le prime ore del mese che è appena iniziato sono state fredde e umide, funzionali ad aumentare un senso di distanza da tutto ciò che è esterno. Ma la distanza non è altro che il tratto che separa un punto da un altro, un momento (temporale e/o emotivo) dal precedente e dal successivo. A mio avviso la cosa migliore da fare (se non l'unica) è percorrere tale distanza. Via, si va e si vede. Talvolta è come tentare l'attraversamento di un corso d'acqua, restando fuori dall'acqua. Accade in certi film avventurosi classici in cui c'è la scena con gli esploratori che devono superare un fiume insidioso ma non c'è il ponte: useranno una pista di massi stabili su cui saltare per arrivare - masso dopo masso - sulla sponda successiva. Al posto dei sopra citati massi, per superare la distanza tra me e la notte ho usato i brani che hanno scandito la scaletta della trasmissione. E' una selezione delicata e avvolgente (pensata anche o soprattutto per chi vuole tenere gli occhi aperti e per chi vuole chiuderli - in ognuno dei due casi senza scossoni improvvisi). Jazz, sperimentazione, musica meditativa, niente rock (se non stravolto, come nel caso della cover realizzata dal Brad Mehldau Trio) e qualche piccola sorpresa. 
Alcuni brani tratti da album appena usciti come Cyminology ("Saburi", ECM) e Collin Vallon Trio ("Rruga", ECM - di questo disco avevo trasmesso due brani  la settimana scorsa). L'intervista a Matt Darriau, musicista di grande talento e artefice di progetti che spaziano dall'early jazz (Ballin' The Jack) alla fusion balcanica (Paradox Trio) alle colonne sonore (Recycled Waltz Orchestra); Darriau fa parte anche degli amatissimi Klezmatics di Frank London. Pezzi tratti dall'archivio Tzadik (Sparks e il Secrets Quartet). Una tripletta dedicata allo Zappa orchestrale di Yellow Shark. Forse ho dimenticato qualcosa? La scaletta completa la trovate qui di seguito. Trasmissione scaricabile cliccando nel boxino in alto a sinistra.
Un buon marzo a tutti/e.

Tracklist trasmissione notturna del 1° marzo 2011 (orario: 24:45 - 02:15 circa)
Autore - Brano, Album, Anno di pubblicazione
Beach House - Norway, Teen Dream, 2010
Frifot - I Denna Ljuva Sommartid, The Rough Guide To the Music of Scandinavia, 2000
Garbarek/Bruninghaus/Daniel/Katché - Fugl, Dresden, 2010
Cyminology - Hedjie, Saburi, 2011
Brad Mehldau Trio - Wonderwall (cover), BMT Live, 2008
Intervista a Matt Darriau - Ballin' the Jack (inizio)
Ballin' The Jack - Jubilee Stomp (cover), The Big Head, 2001
Ballin' The Jack - Dick's Holler (cover), The Big Head, 2001
Intervista a Matt Darriau - Ballin' the Jack (fine)
Ballin' The Jack - Noche Loisada, The Big Head, 2001
Paradox Trio - Oj Ti Monce Ohndance, Matt Darriau Paradox Trio with Bojan Z., 2009
Rufus Cappadocia - Mélodies, Songs for cello, 2006
Tim Sparks - Beautiful City, At the Rebbe's Table, 2002
Collin Vallon Trio - Rruga Var., Rruga, 2011
© Filosofia instantanea
Frank Zappa & Ensemble Modern - Dog Breath Variations/Uncle Meat, The Yellow Shark, 1993
Frank Zappa & Ensemble Modern - Outrage At Valdez, The Yellow Shark, 1993
Caine/Feldman/Cohen/Baron - Moditzer Nigun, Secrets, 2009