24 Gen 2011 - Finti necrologi

© Elvis P.
Nella settimana appena terminata non ho aggiornato giorno dopo giorno questo magazine. Recupererò a partire da oggi. Sono stato lontano dall'Italia e ho avuto modo di leggere "The National" (www.thenational.ae), un quotidiano pubblicato negli Emirati Arabi. E' un buon giornale, con un bell'inserto dedicato all'Arte Visiva e all'Arte Sonora. L'inserto si chiama "arts&life". Lunedì 24 gennaio 2011 la pagina di apertura dell'inserto mostrava la foto di un Jon Bon Jovi ultra-platinato che incita la folla (a cantare, a battere le mani, a eseguire salti ritmici, a lottare contro i malvagi, a riprodursi, a fare tutto ciò contemporaneamente) mentre il titolone recitava 'Long Live Rock'. Il pezzo si apriva con la frase: "Rock'n'Roll is dead, according to a rash of anxious report this month" (Il rock'n'roll è morto, stando a un elevato numero di  ansiosi servizi usciti questo mese). La famigerata questione della 'morte del rock' ogni tanto fa capolino dalle pagine dei giornali. Ma ha senso parlare della morte del rock? No. Il rock è un genere musicale e la musica, finché viene eseguita, è viva. La ragion d'essere di ogni forma d'Arte è quella di continuare a esistere e a cambiare - anche millimetricamente - istante dopo istante. La lenta e inesorabile agonia dell'industria discografica non ha niente a che vedere con la musica.

23 Gen 2011 - Tracklist Numeri Primi # 16

© De André + PFM
Fabrizio De André e la Premiata Forneria Marconi, in tour: quando la notizia si diffuse - sul finire del 1978 - a molti sembrò una bestemmia. Ma come, De André si mette a fare il rocchettaro? Ma come, la PFM si ammoscia al seguito di un cantautore? A dispetto delle osservazioni di molti detrattori, il lavoro realizzato dalla "strana coppia" fu eccellente. I brani di De André vennero rivitalizzati con arrangiamenti accurati e spesso geniali. Dal canto suo anche la PFM portò a casa una lezione importante: a volte è importante che il testo di una canzone abbia qualcosa da dire.
Nel corso della puntata verrà dato ampio spazio ai Volumi 1 e 2 che documentano i concerti di De André con la PFM (registrati nel gennaio del 1979). Verrà inoltre inquadrato brevemente il prog italiano del 1979, anno di transizione per molte band come PFM, Banco, Le Orme.

Scaletta
(Autore - brano, album - anno di uscita)

© De André (sullo sfondo Lucio Fabbri)

F. De André - Bocca di rosa, De André + PFM dal vivo - Vol. 1 (1979)
F. De André - Un giudice, De André + PFM dal vivo - Vol. 1 (1979)
F. De André - Un malato di cuore, Non all'amore Non al denario Nè al cielo (1971)
PFM - I cavalieri del tavolo cubico, Passpartù (1978)
F. De André - Amico fragile, De André + PFM dal vivo - Vol. 1 (1979)
Banco - Il ragno, Capolinea (1979)
Florian - Le Orme, Florian (1979)
F. De André - Il testamento di Tito, De André + PFM dal vivo - Vol. 2 (1980)
PFM - Il pescatore (cover), www.pfmpfm.it (il Best) (1998)

22 Gen 2011 - C'è sempre una prima volta

© Fabrizio De André
"Numeri Primi - Un Album e le Storie intorno" giunge piacevolmente alla sua 16esima puntata. Il ciclo iniziò nello scorso ottobre e, in questi mesi, ha puntato l'attenzione principalmente su album anglo-americani. Domenica 23 gennaio, per la prima volta, il protagonista della puntata sarà un disco italiano: l'album dal vivo registrato da Fabrizio De André e la Premiata Forneria Marconi esattamente 32 anni fa, nel gennaio del 1979. Un disco straordinario che consta di due volumi (pubblicati nel 1979 e nel 1980) e che segnò il mio passaggio dall'infanzia all'adolescenza, sia come ascoltatore che come essere - diciamo così - umano.

21 Gen 2011 - Decalogo 2011

© Poet Sounds
DECALOGO PER ESPLORATORI e RICERCATRICI
1
Arrampicatevi sulla Statua della Libertà
2
Cercate di raggiungere l'irraggiungibile
3
Siate ingenui, innocenti, non-cinici, come se foste appena atterrati sulla Terra (come in realtà siete, come in realtà tutti siamo), sbalorditi da quello su cui siete stati scagliati
4
Siate un reporter dallo spazio esterno, che inoltra dispacci a qualche supremo caporedattore che crede alla rivoluzione totale dei fatti e abbia scarsa tolleranza per le stronzate
5
Leggete tra le righe dei discorsi umani
6
Evitate la provincia, mirate all'universo
7
Uscite allo scoperto, fuori dall'armadio: è buio lì dentro
8
Pensate pensieri lunghi in frasi brevi
9
Resistete molto, obbedite meno
10
Liberate segretamente ogni essere in gabbia che vedete

Lawrence Ferlinghetti

20 Gen 2011 - Cos'è una poesia (2)

© Verso l'ignoto
Poesia
è un'incursione sovversiva
sull'obliata lingua
dell'inconscio
collettivo
LawrenceFerlinghettiCos'èLaPoesiaSfidePerGiovaniPoetiPiccolaBibliotecaOscarMondadori©2002-6,80€

19 Gen 2011 - Cos'è una poesia (1)

© Ascensione
Una poesia
la si può fare in casa
con ingredienti
di tutti
i giorni.
Sta
in una pagina
sola
ma può riempire un mondo e sta bene
nella tasca
di un cuore
Lawrence Ferlinghetti
Cos'è la poesia - Sfide per giovani poeti
Piccola Biblioteca Oscar Mondadori © 2002 - 6, 80 €

18 Gen 2011 - Dentro la notizia

© Dentro la notizia
In queste fredde giornate di metà gennaio le notizie che affollano le prime pagine dei quotidiani nazionali riguardano in larga parte un unico, penoso tema e un unico, inestinguibile personaggio. L'oggetto delle notizie in questione è noto. Da più parti (avverse o favorevoli) si levano commenti di ogni genere. I commenti di numerosi detrattori sono conditi con parole ad effetto, come 'fuga di notizie' e 'inattendibilità delle fonti'. Per quanto riguarda il concetto di 'fonti' mi sembra utile riportare questo paragrafo, estrapolato dal saggio 'La fabbrica del consenso':
"Necessità economica e reciprocità di interessi spingono i mass media in una relazione simbiotica con potenti fonti di informazione. Televisioni e giornali hanno bisogno di un flusso costante e affidabile di informazioni allo stato grezzo, in quanto ogni giorno devono soddisfare la domanda di notizie e dar corso ai servizi giornalistici previsti. Non possono permettersi di avere giornalisti e fotografi dovunque possano verificarsi eventi di rilievo. I vincoli economici impongono loro di concentrare le proprie risorse nei luoghi in cui spesso emergono novità di rilievo, in cui abbondano indiscrezioni o fughe di notizie o in cui si tengano regolarmente conferenze stampa. Nodi centrali di questa attività di raccolta sono, a Washington D.C., la Casa Bianca, il Pentagono e il Dipartimento di Stato. A livello locale, a offrire regolarmente materia per scoop giornalistici sono il Municipio e il Dipartimento di Polizia. Fornitori credibili di storie meritevoli di divulgazione sono spesso anche società e gruppi commerciali. Queste burocrazie elaborano un volume enorme di notizie, sicché sono in grado di soddisfare le necessità degli organi di informazione garantendo loro i flussi costanti e affidabili di cui hanno bisogno. Questa complementarietà è stata illustrata da Mark Fishman con quello che egli chiama "principio dell'affinità burocratica: il bisogno di dati di una burocrazia dell'informazione può essere soddisfatto soltanto da altre burocrazie". Le fonti del governo e del mondo della produzione hanno anche il grande merito di avere uno status e un prestigio riconoscibili. Per i mass media questo è importante".
Noam Chomsky, Edward S. Herman
"La fabbrica del consenso"
Tascabili Il Saggiatore, 13,00 €

17 Gen 2011 - Non ci sono saggi

© Kary Mullis, con surf
"Non ci sono saggi seduti lassù a contemplare il mondo dall'osservatorio privilegiato dei loro ultimi venti anni di vita, assicurandosi che la cultura da loro accumulata venga utilizzata. Dobbiamo farcela contando solo sulla nostra intelligenza. E dobbiamo tenere presente - quando qualcuno annuncia al telegiornale che la temperatura globale sta aumentando, che gli oceani si stanno trasformando in fogne o che metà della materia esistente sta andando indietro nel tempo - che i media sono alla mercé degli scienziati che hanno l'abilità di mobilitarli e che gli scienziati dotati di questa capacità spesso non tengono d'occhio la bottega. Più probabilmente, tengono d'occhio il loro stipendio"
Kary Mullis,
"Ballando nudi nei campi della mente"
Tascabili Baldini Castoldi Dalai, 6,90 €

16 Gen 2011 - Tracklist Numeri Primi # 15

© Pete Townshend e John Entwistle
Agli Who vanno attribuiti molti meriti, primo tra tutti quello di aver lasciato un segno profondo nella Storia del Rock grazie a canzoni solide, incisive e inattaccabili. Tra gli anni Sessanta e Novanta del secolo scorso moltissime band di tutto il mondo (dagli MC5 ai Pretenders ai Pearl Jam) svilupparono un approccio energico - e quasi sempre scevro da compromessi - alla composizione e all'esecuzione, grazie alla direzione musicale indicata da Townshend, Moon, Entwistle e Daltrey che incarnarono in modo originale l'evoluzione della 'teenage music': dal pop ruvido, aggressivo e underground di matrice Mod al concept power rock. La presenza scenica del quartetto - ci sono diversi video in YouTube, non perdeteli - era notevole. Dischi come "Tommy" (1969), "Who's Next" (1971) e "Quadrophenia" (1973) conservano tutt'oggi una freschezza e una carica straordinaria. La ragione è semplice: si basavano su idee nuove e forti.
A "Who's Next" è dedicata la puntata odierna di "Numeri Primi - Un album e le storie intorno". In origine "Who's Next" non doveva essere 'soltanto' un disco, ma si trattava di un progetto - denominato "Lifehouse" - che comprendeva anche la realizzazione di un film ad alto budget, di un musical ecc. Per numerose ragioni "Lifehouse" verrà realizzato nella sua quasi totalità solo molti anni dopo.

Tracklist
(autore - brano, album (anno di uscita) )
© Pete Townshend e Keith Moon
The Who - Baba O'Reily, Who's Next (1971)
The Who - Love Ain't For Keeping, Who's Next (1971)
The Who - Going Mobile,  Who's Next (1971)
The Who - Won't Get Fooled Again, Who's Next (1971)
Brian Auger & Julie Driscoll - Indian Rope Man, Brian Auger & Julie Driscoll (1968)
Marc Bolan & T.Rex - The Motivator, Electric Warrior (1971)
The Jesus Christ Original Cast - What's the Buzz, Jesus Christ Superstar (1970)
The Who - We're Not Gonna Take It, Tommy (1969)
The Action - I'll Keep Holding On (1966), Nuggets Box 2 Vol. 1 (2001)
The Red Square - You Can Be My Baby (1966), Nuggets Box 2 Vol. 3 (2001)
Van Morrison & Them - I Can Only Give You Everything (1966), Nuggets Box 2 Vol. 2 (2001)
The Creation - How Does It Feel (1967), Nuggets Box 2 Vol. 4 (2001)

15 Gen 2010 - Le stelle di David - Intuito (3)

© David Lynch
"La vita è piena di concetti astratti e l'unico modo per venirne a capo è usare l'intuito. 
Intuire è vedere la soluzione: vederla e conoscerla. Ragione e sentimento camminano a braccetto. Una condizione fondamentale per il regista. Come fare perché una cosa ti sembri ben fatta? Tutti hanno a disposizione gli stessi strumenti: le cineprese, le pellicole, il mondo, gli attori. E' nel mettere insieme questi elementi che si vedono le differenze. E' qui che entra in scena l'intuito. Personalmente, credo che l'intuito si possa affinare e dilatare con la meditazione, immergendosi nel Sé. C'è un oceano di coscienza in ciascuno di noi, un oceano di soluzioni. Quando ti immergi in questo oceano, nella coscienza, lo ravvivi. Non ti immergi però alla ricerca di una soluzione particolare: lo fai per ravvivare l'oceano di coscienza. Allora l'intuito si affina e trovi un modo per risolvere i problemi: sai quando una cosa non va del tutto bene e sai come fare in modo che per te sia ben fatta. Questa facoltà cresce e tutto fila molto più liscio".
≈David ☻ LynchΞ"In acque profonde - Meditazione e creatività" ♫Ξ♫ Oscar Mondadori © 2008 ≈ 8,80 €

14 Gen 2010 - Le stelle di David - I Sogni (2)

© David Lynch 
"Adoro la logica dei sogni. 
Mi piace il modo in cui si svolgono. 
Raramente, però, ho preso spunto da essi. Prendo più spunti dalla musica o da una semplice passeggiata. Nel caso di 'Velluto Blu', però, mi trovavo in serie difficoltà con la sceneggiatura. L'avevo già riscritta quattro volte. Verso la fine incappavo sempre in alcuni problemi. Poi, un giorno, mi trovavo in ufficio: dovevo entrare nell'ufficio accanto per parlare con una persona. Chiesi un pezzo di carta alla segretaria, perché di colpo ricordai di aver fatto un sogno la notte prima. EUREKA! Tre piccoli elementi di quel sogno risolvevano tutti i miei problemi. Ma è successo solo quella volta".
David Lynch,
"In acque profonde - Meditazione e creatività"
Oscar Mondadori © 2008 - 8,80 €

13 Gen 2010 - Le stelle di David - La Paura (1)

© David Lynch 
Il 20 gennaio prossimo David Lynch compirà 65 anni. 
L'imminente anniversario mi fornisce l'occasione per dedicare, a partire da oggi, alcuni post ai pensieri del regista. Si tratterà di riflessioni estratte da "In acque profonde - Meditazione e creatività" (Oscar Mondadori © 2008 - 8,80 €).
Nel capitolo "La paura" Lynch scrive: "Sento storie di registi che sbraitano contro gli attori o che magari usano l'inganno per strappare loro una buona rappresentazione. Alcuni invece cercano di tirare avanti tutta la baracca facendo leva sulla paura. Secondo me è una buffonata: è un comportamento patetico e stupido allo stesso tempo. Quando le persone hanno paura non vogliono andare al lavoro. Troppi individui ai giorni nostri provano questo sentimento. La paura comincia quindi a trasformarsi in odio ed ecco che iniziano a detestare il solo fatto di andare al lavoro. (...) Se dirigessi il set servendomi della paura, otterrei l'un per cento - e non il cento per cento - di ciò che ottengo normalmente. E non sarebbe affatto divertente percorrere la strada insieme. Dovrebbe esserlo, invece. Nel lavoro, come nella vita, dovremmo andare tutti d'accordo. (...) Se una casa cinematografica, invece di infondere paura, offrisse a tutti gli addetti al lavoro un modo per immergersi in se stessi (per iniziare ad ampliare l'energia e l'intelligenza), questi farebbero gli straordinari gratis. Sarebbero molto più creativi. La casa cinematografica farebbe un gran balzo in avanti. E' così che potrebbero andare le cose. Non vanno così, ma sarebbe facilissimo cambiarle".