12 Apr 2011 - Noam Chomsky Said

© Bryant Art, Tree of Life
"Un'azienda è, fondamentalmente, una dittatura, con ordini che procedono dall'alto verso il basso. Finché sarà così, la democrazia avrà gravi limitazioni. Per estendere la democrazia bisogna sconfiggere questa enorme concentrazione di potere e ricchezza, introdurre procedure democratiche all'interno di tutte le istituzioni e passare dal feudalesimo industriale alla democrazia industriale. Non solo nell'industria, ma in tutte le istituzioni".
Noam Chomsky intervistato da David Jay Brown
"Riflessioni sull'orlo dell'Apocalisse"
Oscar Mondadori, 2005
10,80 €

11 Apr 2011 - Cani e Gatti by Gary Larson

© Gary Larson
L'ineluttabile lotta tra il bene, il male e l'entertainment
(secondo Gary Larson)

10 Apr 2011 - Tracklist Numeri Primi # 26

© Quincy on Henry
Scaletta 26esima puntata Numeri Primi
(Autore - Brano, Album, anno di uscita)

Quincy Jones - Baby Elephant Walk (cover), Quincy Jones explores the music of Henry Mancini, 1964 
Quincy Jones - Charade (cover), Quincy Jones explores the music of Henry Mancini, 1964
Quincy Jones - Ironside, Smackwater Jack, 1971
Quincy Jones & Bill Cosby - Hikki Burr (Kinkald Kinfolk), The Original Jam Session 1969, 2004
Jimmy Smith - Jimmy Cookin' On Top [interlude], The Original Jam Session 1969, 2004
Quincy Jones - Summer in the City (cover), You've Got It Bad Girl, 1973
Cal Tjader - Chôro e Batuque (cover), Cal Tjader Plays the Contemporary Music of Mexico and Brasil, 1962
Quincy Jones - Superstition (cover), You've Got It Bad Girl, 1973
Blues Brothers - Peter Gunn Theme (cover), The Blues Brothers O.S.T., 1980
Quincy Jones - Peter Gunn Theme (cover), Quincy Jones explores the music of Henry Mancini, 1964
Lalo Schifrin & Jimmy Smith - Mission Impossible, Mission Impossible...and more, 1968
Billy Cobham - Moon Germs, Total Eclipse, 1974
© Franchino & Quincino

09 Apr 2011 - Anteprima Numeri Primi

La prossima puntata di "Numeri Primi - un album e le storie intorno" sarà dedicata a uno dei più effervescenti direttori d'orchestra del Novecento, il signor Quincy Jones, e al suo album del 1964 "Quincy Jones explores the music of Henry Mancini".
Quincy sarà in buon compagnia: oltre ai brani del disco citato ascolteremo, Cal Tjader, Blues Brothers, Jimmy Smith e Lalo Schifrin. Ospite speciale: Bill Cosby (nelle vesti di - ehm - ballerino).

08 Apr 2011 - Jerry and the Joker

© Batman - autori copertina: Bob Kane e Jerry Robinson
Il magazine "The Comic Journal" ha recentemente dedicato ben nove pagine a una lunga e interessante intervista con Jerry Robinson, il disegnatore americano (nato il 1° gennaio 1932) che si fece le ossa lavorando nello studio di Bob Kane, l'inventore di "Batman". Robinson ebbe quasi subito un'inuizione geniale e creò il villain più cattivo di tutta Gotham City: Joker. Il disegnatore realizzò un numero imponente di copertine del sempre amatissimo Batman.
© Joker- disegno di Jerry Robinson

07 Apr 2011 - Improvisation

Improvisation is 
practice. 
The practice of improvisation 
covers a large variety 
of Arts. 
The improvised line 
has 
a beginning 
and 
an end.
Jacques Coursil, "Hidden Principles of Improvisation"
Arcana III - Musicians on Music, 2008
ed. Hips Road / Tzadik
34.95 $

06 Apr 2011 - Paolo Roscio (30/6/1966 - 6/4/2011)

Questa notte è mancato Paolo Roscio.
Un uomo intelligente, una persona sensibile, un musicista perspicace e veloce (nell'aprendere, nel capire, nel muoversi verso nuove direzioni). Un amico carissimo. Ci conoscemmo nel novembre del 1982. Suonavamo insieme in un gruppo di progressive agricolo. Il chitarrista e il tastierista si odiavano, entrambe avevano delle qualità ma il loro ego demente ebbe il sopravvento e mandò tutto a scatafascio. Paolo capì che aria tirava e mollò la band. Io me ne andai - finalmente - quando, dopo un disastroso concerto nel campo sportivo di San Giorgio Canavese (il paese in cui viveva Paolo all'epoca), ebbi la certezza che non ne sarebbe venuto fuori nulla di buono. Paolo guardava in altre direzioni, anche musicalmente. Fu lui a farmi scoprire "Blue Valentine" di Tom Waits, in un appiccicoso pomeriggio d'estate. Mentre ascoltavamo i brani del disco mi offri un bicchiere di acqua in cui galleggiavano strano ghiaccioli a forma di fette d'arancia dai colori molto accesi. Poi, visto che Waits è straordinario ma avevamo voglia di sentire anche delle scemenze ben fatte, passammo a "Kinotto" degli Skiantos. Ai tempi delle scuole superiori Paolo e io ci incontravamo quasi tutti i giorni feriali intorno alle 13:00 alla fermata del bus di Rivarolo Canavese. il paesotto in cui vivevo lottando contro il tedio e dove lui frequentava il Liceo Scientifico. C'è sempre stata una bella intesa tra noi. Ci siamo incontrati dopo anni di distanza fisica, nel 2009. Sentì un mio programma a Radio Pop e mi scrisse una mail. Dopo qualche settimana ci vedemmo. Era già consumato dal male che lo stava annientando un pochino alla volta. Dov'era il ragazzone aitante di un tempo? Riconobbi lo sguardo e la voce. E la qualità del pensiero. Adesso Paolo è di nuovo in movimento, chissà verso dove.
Buon viaggio amico mio,
Maurizio

05 Apr 2011 - Voci nella notte

Il titolo del post sembra quello di una trasmissione radiofonica d'altri tempi.
Come quella che John Carpenter inserì in "Fog", bellissimo film fatto con 4 soldi e un sacco di ottime idee. I soldi non producono idee: comprano, illudono, alterano le coscienze ma non rendono più creativi. Dice: "Non è vero: se un tipo un po' «creativo» avesse un vitalizio potrebbe dedicarsi totalmente alla propria creatività senza preoccuparsi di dover lavorare/guadagnare per comprarsi da mangiare".
© Boris Savoldelli, live on stage
Anche questo è vero.
Quindi?
Quindi parliamo di musica e radionotturne.
La trasmissione di questa notte aveva un tema: le voci umane.
I primi due brani aprivano la selezione in modo contro-intuitivo: si trattava di pezzi strumentali ("Between Two Worlds" di John Zorn [2011] e "Desolation Sound" di Charles Lloyd [1997]) ai quali è stato demandato il compito di introdurre il sopra citato tema, che è stato sviscerato sia con la musica, sia con le parole di un dotato e capace cantante, Boris Savoldelli, che ho intervistato qualche giorno fa. L'intervista è la parte centrale del programma, cioè è inserita nel 'cuore' della trasmissione.
Di seguito la tracklist.
In alto (o qui di fianco) a sinistra il link per scaricare e ascoltare.
Date voce alla vostra voce.

Tracklist (Autore - Brano, Album, anno di uscita)
Nota aggiuntiva: i nome dei/delle cantanti sono indicati in turchese
>> Intro:
John Zorn - Between Two Worlds, Nova Express, 2011
Charles Lloyd - Desolation Sound, Canto, 1997
>> Cuore della trasmissione: un mondo di voci umane
Tord Gustavsen Ensemble (voce: Kristin Asbjorsen) - Lay Your Sleeping Head, My Love - Restored, Returned, 2009
Savina Yannatou & Primavera en Salonico - Smilj, Smiljana (cover), Songs Of An Other, 2008
John Zorn (voce: Jennifer Charles) - Vocal Phase, Film Works XII [Three Documentaries], 2002
Boris Savoldelli - BioCosmopolitan, BioCosmopolitan, 2011
Intervista a Boris Savoldelli (inizio)
Boris Savoldelli - Concrete clima, BioCosmopolitan, 2011
Boris Savoldelli - The Discordia, BioCosmopolitan, 2011
Boris Savoldelli - Is difficult to fly without whisky, BioCosmopolitan, 2011
Intervista a Boris Savoldelli (fine)
Boris Savoldelli - Kerouac in New York City, BioCosmopolitan, 2011
Frank Zappa (voci: Mark Wolman, Howard Kaylan, John Lennon, Yoko Ono) - Scum Bag, Playground Psychotics, 1992
Todd Rundgren - Something to Fall Back On, A Cappella, 1984
Pat Metheny Group (voce: Pedro Aznar) - Mas Alla (Beyond), First Circle, 1984
Frank London (voci: Martha Cluver, Karen Goldfeder, Silvie Jensen, Matt Hensrud, Steve Hrycelak - What is Man's Worth?, A Night in the Old Marketplace, 2007
Frank London (voce: Lorin Sklamberg) - Meet Me in the Old Marketplace, A Night in the Old Marketplace, 2007
Fresu / A Filetta Corsican Voices / Di Bonaventura - La Folie Du Cardinal, Mistico Mediterraneo, 2011
Piers Faccini - A Storm Is Gonna Come, Two Grains of Sand, 2009
Emma Tricca - All Along The Hudson, Minor White, 2009
Dead Can Dance (voce: Lisa Gerrard) - Bird, A Passage In Time, 1991
Pearl Jam (voce: Eddie Vedder) - Gone, Pearl Jam, 2006

04 Apr 2011 - Lezione # 1 - Istinto

"Always Trust Your First Instincts"
(Credi sempre ai tuoi primi istinti)
John Zorn, 2009

È vero.
È sempre così, sempre.
Altrimenti: perché avremmo un istinto?

03 Apr 2011 - Tracklist Numeri Primi # 25

(Autore - Brano, Album, anno di uscita)
Edoardo Bennato - Mangiafuoco, Burattino senza fili, 1977
Edoardo Bennato - La Torre di Babele (live), Canzoni Tour, 2008
Edoardo Bennato - In prigione in prigione, Burattino senza fili, 1977
Johnny Dorelli - Lettera a Pinocchio (cover - 1961), I grandi successi di Johnny Dorelli, 2008
Johnny Dorelli - Arriva la bomba, Dorellik O.S.T., 1963
Edoardo Bennato - Dotti medici e sapienti, Burattino senza fili, 1977
Edoardo Bennato - Il gatto e la volpe, Burattino senza fili, 1977
Eugenio Finardi - Non diventare grande mai, Diesel, 1977
Elio e Le Storie Tese - Burattino senza fichi, Eat the Phikis, 1996
Solis String Quartet con E. Bennato - Cantautore, R-evolution, 2009
Edoardo Bennato - Tu grillo parlante, Burattino senza fili, 1977
Edoardo Bennato - Mangiafuoco (live), Canzoni Tour, 2008

02 Apr 2011 - Anteprima Numeri Primi

La puntata di domani di "Numeri Primi - Un album e le storie intorno" 
sarà dedicata a "Burattino senza fili" di Edoardo Bennato, 
il Long Playing che nel 1977 fece tornare in auge Pinocchio.
Il disco rimase in classifica per mesi e vendette 1 milione di copie
(erano altri tempi). 

01 Apr 2011 - Lo poteva fare anche F. Bonami

© Mr. Frank Bonami, an italian in Chicago
Francesco Bonami è direttore artistico di tre fondazioni italiane: Sandretto Re Rebaudengo (Torino), Pitti Immagine Discovery (Firenze), Centro d'Arte Contemporanea Villa Manin (Udine). Lo si vede spesso al Museo d'Arte Contemporanea di Chicago, dove fa il curatore (in americano: Manilow Senior Curator - certo che gli americani sono il massimo quando si tratta di dare delle qualifiche). Accetta abbastanza volentieri anche degli incarichi one-shot, ad esempio membro dell'Advisory Board della Carnegie International nel 2004, Direttore della Biennale di Venezia nel 2003, membro del comitato scientifico della 1a Triennale di Yokohama nel 2001.
Vive negli Stati Uniti dal 1987.
Evidentemente sa ottimizzare molto bene le proprie giornate (o forse i lavori citati gli lasciano un sacco di tempo libero?), perché fa anche lo scrittore: nel 2004 ha pubblicato il romanzo "Lezioni di fumo". Non l'ho letto ma ne ho spulciato la scheda e, a dispetto del tutolo orrendo, la trama sembra molto interessante.
© Botero Fun Club
Nel 2007 è uscito - per Mondadori - il saggio "Lo potevo fare anch'io". E' un'analisi profonda e leggera dell'universo 'Arte', costituito da artisti, pseudo-artisti, galleristi, critici e poi da quelle persone che di Arte non sanno/capiscono niente di niente, ma comprano o fanno comprare opere reali o presunte tali.
Approfittando degli sconti promozionali che in questo periodo decurtano del 25% il prezzo di copertina degli Oscar Mondadori ho acquistato il suddetto saggio (settima ristampa). Contiene 33 brevi capitoli in cui il Bonami ragiona e commenta l'Arte, soprattutto Contemporanea (ma non disdegna - per chiarire meglio le questioni dibattute - di citare le pietre di Stonehenge o le opere di Goya). Ho iniziato la lettura partendo dal 26esimo capitoletto, "Artisti di confusione di massa" e poi sono passato al successivo, esilarante 27esimo cap "Epidemia di Botero", in cui mette allo scoperto il nulla obeso (molto, molto obeso e molto, molto 'nulla') che tanto sta a cuore al monotono pittore - e purtroppo pure scultore - colombiano Fernando Botero Angulo. Massì, Botero, quello che del 'disagio da pinguedine' ha fatto una ragione di vendita della propria arte, quello che disegna donne e uomini grassissimi (spesso deformi) vestiti o nudi, in città, in campagna o al mare. Spesso el Señor Fernando non si cruccia neanche di cambiare posizione alle sue creature: varia lo sfondo - ma a volte neppure quello - e il gioco è fatto.
© la coerenza di F. Botero: lo stesso soggetto in luoghi (non sempre) diversi
L'Arte è una questione di comunicazione e di espressione. E di linguaggio. Ogni Artista ha il proprio. In certi casi può essere o sembrare un linguaggio facilmente comprensibile (Andy Warhol, Roy Lichtenstein), a volte il linguaggio usato ha la forza di pugno sferrato in pieno volto (Robert Rauschenberg, Jean-Michel Basquiat), a volte il linguaggio è complesso o cripitico e quindi richiede attenzione, dedizione, devozione (Suzanna Fields, Naomie Kremer). A volte invece il linguaggio è un semplice concetto ripetuto all'infinito, come caso dei panzoni di Botero.
Non so se vi è mai capitato di incontrare persone che vivono con frustrazione la loro condizione di ignoranza (nota: per me 'ignoranza' non ha un'accezione negativa, io mi riferisco al significato, cioè il 'non sapere') e, anzichè mettersi a studiare e/o a girare il mondo per emanciparsi dall'ignoranza, cercano pezzi di cultura o pseudo-cultura che possano assimilare ovvero inglobare e, quindi, usare nelle conversazioni. Sono persone malsane, intimamente orrende, in fase di costante decomposizione spirituale. Però ci sono e può capitare di incrociarle. Ecco, le suddette persone talvolta sentono di voler dire la loro anche sul tema 'Arte'. Ma non vogliono fare fatica, non vogliono imparare, vogliono solo - appunto - dire la loro. Cosa fanno? La cosa peggiore: abbassano lo sguardo sino a individuare qualcosa che sia alla loro altezza. Per fare un esempio musicale, Keith Jarrett può essere immediato ("The Köln Concert") oppure no ("Radiance"), questa sua incostanza getta nello sconforto chi non ha tempo per arrampicarsi con lo sguardo verso lo scontroso Keith. Meglio dunque posizionare le orecchie all'altezza di un Giovanni Allevi, che (riassumento ciò che si sente dire  in giro) "non fa mica brutte sorprese, suona così bene ma così bene, lo sai che lo hanno chiamato al Blue Note - hai presente il locale di niùiorc? sì, quello - e poi, guarda, ha tanto sofferto, pensa che viveva in un monolocale e non aveva il pianoforte così suonava sul tavolo - voglio dire: sul tavolo! - e immaginava il suono del suo strumento, davvero, un genio!" ecc. Ascoltare Allevi - che è un bravo ragazzo e ha il grande pregio di farsi quasi sempre gli affari suoi - non fa male alla salute o allo spirito, ma aprire le orecchie o gli occhi significa non fermarsi a lui, significa non accontentarsi mai, significa non abituarsi a 'prendere ciò che passa il convento' (la decadente mentalità da spettatore televisivo) e andarsi a cercare altro.
Fine della digressione, torno al bel saggio scritto da Francesco Bonami
© Robert Rauschenberg
Intelligente, gustoso, ben argomentato, ironico, cattivo al punto giusto ("cattivo" per amore dell'Arte, non per invidia di questo o quell'artista) e non solo: Bonami scrive bene e comunica anche meglio. Non è possibile chiedere di più a un saggio (nel senso del libro).
Quanti complimenti. Oh be', li merita.
Nel sito ibs.it il volume è stato recensito da cinque persone che l'hanno letto. Due di esse sono entusiaste, una è molto soddisfatta, una è abbastanza soddisfatta (dice che il libro è "eccessivamente soggettivo" ma credo sia difficile non essere soggettivi quando si parla di Arti Visive e di Arti Sonore) e un'ultima persona è proprio schifata. Ognuno dice la sua.
Ne suggerisco la lettura: apre la mente, favorisce il processo di avvicinamento all'Arte Contemporanea e - che siate d'accordo o meno con quanto dice Bonomi - aiuta a discernere.