31 Mag 2011 - Gli esperti di finzione

Chi è lo spin doctor?
Secondo Wikipedia: "Lo Spin doctor viene definito dal dizionario della Oxford University Press come una 'persona incaricata di presentare le scelte di un partito politico sotto una luce favorevole'. Nel corso del Novecento, il termine è andato assumendo un significato deteriore. Poiché 'spin' è il termine usato nel gioco del baseball o del cricket per indicare il moto rotatorio o effetto impresso dal lanciatore alla palla, 'spin doctor' è una definizione che è venuta a indicare l'autore di raggiri o il manipolatore di parole o notizie. Con esso si indicano in politica sempre più spesso i portavoce e i consiglieri degli uomini politici e, a volte, gli stessi uomini politici."
In data 31 maggio 2011 il quotidiano Corriere della Sera pubblica l'intervista a uno spin doctor italiano (!) che afferma "Per il mio assistito avevo puntato sul costruire una immagine lontana dai partiti, vicina alla società civile".
Siamo abituati a sentir parlare di concetti come 'costruire una immagine' e, purtroppo, ad accettare il fatto che la finzione sia la maniera più efficace per ottenere un largo consenso. Lo spin doctor intervistato spiega l'aspetto peculiare del proprio lavoro: muovere la pedina (cioè il cliente/assistito) usando una strategia. Gli dice come comportarsi, in che modo mettersi in posa davanti ai fotografi o ai cameramen, dove andare, come vestirsi, chi incontrare, a quali festicciuole partecipare, in quali momenti aprire la bocca e in quali tenerla chiusa. E' tutto finto. Non è una novità: l'apparenza inganna ma ha una valenza reale. Fino a quando i fatti non svelano l'inconsistenza dell'apparenza. Per scongiurare ogni pericolo, tuttavia, gli esperti di finzione si attrezzano chiamando gli esperti di comunicazione 'perversa', ovvero i manipolatori di informazioni (ci sono molti modi per manipolare, a partire dalla PNL - Programmazione Neuro Linguistica) che - nel peggiore dei casi - ottiene il risultato di corroborare l'apparenza.
Questa famigerata apparenza, in fin dei conti, che cos'è?
E' aria: inafferrabile, inattaccabile, inevitabile.
A volte basta un colpo di vento, un vento forte e salubre, per spazzarla via.

30 Mag 2011 - Un giorno nella vita

© Pisapia Parking
30 maggio 2011
Giuliano Pisapia eletto Sindaco di Milano
Una boccata d'aria fresca, finalmente
E per ripassare velocemente la Storia
dal 1860 a poche ore fa

29 Mag 2011 - Tracklist Numeri Primi # 33

(Autore - Canzone, Album - anno di uscita)

Mike Oldfield - Moonlight Shadow, Crises - 1983
Mike Oldfield - In High Places, Crises - 1983
Mike Oldfield - Foreign Affair, Crises - 1983
Mike Oldfield - Taurus 3 - Crises, 1983
Mike Oldfield - Tubular Bells Part I, Tubular Bells - 1973
Terry Riley - A Rainbow in Curved Air, Terry Riley: A Rainbow In Curved Air - 1967
Mike Oldfield - Hergest Ridge Part IIHergest Ridge - 1974
Tangerine Dream - Movements of a Visionary, Phaedra - 1974
Pentangle - Helping Hand, Reflections - 1971
Mike Oldfield - Mirage, QE2 - 1980
Mike Oldfield - Family Man, Five Miles Out - 1982
XTC - Dear God, Dear God EP (Homo Safari Series) - 1987
Mike Oldfield - Shadow on the Wall, Crises - 1983
Julian Cope - Try Try Try, 20 Mothers - 1995
Bonus Track:
Mike Oldfield - Crises, Crises - 1983

28 Mag 2011 - Anteprima Numeri Primi

© Mike Oldfield (1980)
Il 25 maggio 1983 usciva "Crises" di Mike Oldfield.
Per tutta l'estate e l'autunno di quell'anno il brano "Moonlight Shadow" imperversò piacevolmente un po' dappertutto. Anche "Foreign Affair", il secondo singolo estratto dal disco, ebbe un buon successo. La prossima puntata di "Numeri Primi - Un album e le storie intorno" sarà dedicata a "Crises" e all'enigmatico - o forse soltanto timido o annoiato o tutte queste cose assieme - Oldfield.

27 Mag 2011 - Divertirsi a non scegliere

"Sono convinto che tanta gente accenda la TV a caso 
e senza un'idea precisa sul programma che vuole guardare. 
Se le si offre una bella commedia, un bel dramma o un bel documentario 
ne sarà divertita 
ed elevata".
Alan Bennett,
"L'imbarazzo della scelta"
Adelphi © 2005 - € 5,50

26 Mag 2011 - Anteprima Milano Jazzin Festival

Pubblicato il cartellone del "Milano Jazzin Festival", quinta edizione (1 - 28 luglio 2011), tenuta come di consueto presso l'Arena "Gianni Brera" di Via Byron 2, a Milano. La parola jazzin non tragga in inganno: molti tra i concerti non hanno niente a che vedere con il jazz. Tra gli artisti in arrivo quest'anno troviamo numerose star stagionate (e in alcuni casi abbastanza 'suonate') ma di tutto rispetto come Ringo Starr, Paul Simon, Burt Bacharach, Lou Reed, George Benson e perfino i Chicago. Qualche ottimo artista e/o band italiana (Vinicio Capossela, Ludovico Einaudi, Afterhours, Subsonica) e una nutrita serie di presenze imbarazzanti (Cindy Lauper, Skunk Anansie, Duran Duran, Slash).
Viva l'estate.

25 Mag 2011 - Mike Hammer said

"Io li odio quei disgraziati che della società ne fanno una burletta, 
una specie di riserva di caccia personale"
Mickey Spillane,
"Piccolo mostro"
Garzanti © 2000

24 Mag 2011 - Una notte con Tex

Oggi è il 24 maggio, compleanno di Bob Dylan. Auguri Bob.
Poche ore fa ero in radio per la consueta trasmissione del lunedì/martedì notte.
Il tema è stato: "La musica degli altri", ovvero le cover. Quelle che ho scelto erano adatte al momento (la notte). Nel corso dell'appuntamento ho mandato in onda l'intervista a Mauro Boselli, lo sceneggiatore di fumetti che ha ereditato la guida di Tex dal suo creatore (scomparso alcuni anni fa) Gianluigi Bonelli. Mauro è uno scrittore prolifico e, oltre a lavorare per Tex, si occupa della sua creatura Dampyr, contribuisce ai testi di molte testate come la ristampa di Mister No (curata da Edizioni IF). Ha metodo e questo gli consente di scrivere moltissimo. La qualità del suo lavoro è generalmente alta. Qualche settimana fa è uscito per Mondadori il bel libro "Tex Willer - Il romanzo della mia vita", in cui Boselli ripercorre la biografia di Tex, raccontandola con freschezza ed efficacia. Buona parte dei contenuti è presa da ciò che ideò e scrisse papà Bonelli. Il romanzo si legge con piacere ed evidenzia le doti di narratore del Boselli Mauro. Per saperne di più ascoltate l'intervista inserita nella trasmissione. Di seguito la tracklist.
© Mauro Boselli, man at work
(Autore della cover - Canzone, Album, anno di uscita)

Randy Newman - Dixie Flyer, The Randy Newman Songbook Vol. 2, 2011
Fred Frith - Trains and Boats and Planes, Great Jewish Music: Burt Bacharach, 1996
Brad Mehldau - Wave/Mother Nature's Son, Largo, 2002
Bill Frisell - Have a Little Faith, Have a Little Faith, 1992
INTERVISTA a Mauro Boselli su "Tex Willer - Il romanzo della mia vita" (inizio)
Bill Frisell - Billy Boy, Have a Little Faith, 1992
Bill Firsell - No Moe, Have a Little Faith, 1992
Bill Frisell - Just Like a Woman, Have a Little Faith, 1992
Elliott Sharp - The man who shot Liberty Valance, Great Jewish Music: Burt Bacharach, 1996
Naked City - Erotico, Naked City Live 1989, vol. 1, 2002
INTERVISTA a Mauro Boselli su "Tex Willer - Il romanzo della mia vita" (fine)
Herbie Hancock - Tomorrow Never Knows, Imagine Project, 2010
Hugh Laurie - St. James Infirmary, Let Them Talk, 2011
Brad Mehldau Trio - Wonderwall, Brad Mehldau Trio Live, 2007
Avishai Cohen - Morenika, Aurora, 2009
Randy Newman - BaltimoreThe Randy Newman Songbook Vol. 2, 2011

23 Mag 2011 - Apparenza e distrazioni

© "Con quale abbigliamento presentarsi a un colloquio di lavoro" a cura della Gente del Village
Quasi tutti i giorni visito i siti dei quotidiani "la Repubblica" e "Corriere della Sera".
Oltre alle squallide notizie di pseudo-politica che - soprattutto in questi giorni - hanno purtroppo ampia risonanza, in entrambe i siti c'è spazio anche per notiziole di tono più lieve. Spesso tali notiziole forniscono a chi legge spunti di riflessione e/o di conversazione. A pensarci bene, questi spunti (o stimoli) distraggono rispetto a cose più importanti. Cosa sono  queste 'cose'? Ognuno ha il dovere di scoprirlo da sé e per sé. Se non lo fa, cioè se non lo scopre (e non è certo un compito semplice da svolgere, ma è fondamentale), rimarrà in balia di ciò che altri gli dicono di pensare o dibattere.
E' semplice: o tracci la tua strada oppure un altro la traccerà per te (e andrai dove vorrà lui/lei/loro).
Tornando alle sopra citate notiziole, nel sito di Repubblica è stato pubblicato un articolo di costume intitolato: "Scarpa stringata o tacco alto così si vince la sfida in ufficio".
Wow, che titolo. Il pezzo - firmato da Irene Maria Scalise, si apre così:
"Il look e il modo di muoversi, compresi i piccoli tic, sono l'espressione della nostra personalità. In un libro che esce oggi, un'esperta di body language spiega a uomini e donne come 'fare centro' ".
Fare centro? Affascinante, carchiamo di capirne di più.
"Più' efficace di mille parole. Più rapido di uno starnuto. Definire il giudizio su chi ci sta di fronte, soprattutto in ufficio, è questione di secondi. Anzi, di un decimo di secondo. Gli elementi che contribuiscono a promuovere o bocciare il vicino di banco, il capo, o il nuovo arrivato sono infiniti: taglio dei capelli, colore degli abiti, modello di scarpe, grandezza della borsa, fantasia della cravatta. A documentare quei processi mentali, che precedono i giudizi lampo, è un libro: "Hai le scarpe giuste per chiedere un aumento?", di Judi James una delle maggiori esperte inglesi in Body language".
Ma certo, è tutta una questione di (attenzione al sostantivo anni Ottanta) 'look', no?
No. Se chi giudica lo fa solo con gli occhi e non con il cervello allora si tratta di pregiudizio. Essere capaci di giudicare, ovvero di valutare una persona non è cosa facile, anzi è una dote rara che richiede intelligenza, concentrazione, apertura mentale. Il libro di questa Judi James avvalora la tesi che, per fare strada, è necessario presentarsi bene, il che significa essere una bella scatola tirata a lucido, al cui interno ci può essere anche il vuoto. Un simulacro, insomma. Bella stronzata, altro che body language (che non è certo dress language). Chissà se la signora o signorina James ha mai guardato negli occhi una persona: è lì che troviamo tutte le risposte. Altro che modello di scarpe o fantasia della cravatta.

22 Mag 2011 - Tracklist Numeri Primi # 32

(Autore - Canzone, Album - anno di uscita)
Jefferson Airplane - Young Girl Sunday Blues, After Bathing at Baxter's - 1967
Jefferson Airplane - The Last Wall of the Castle, After Bathing at Baxter's - 1967
Jefferson Airplane - Rejoyce, After Bathing at Baxter's - 1967
Citay - Dream Get Together, Dream Get together - 2010
The 13th Floor Elevator - You Gonna Miss Me, The Psychedelic Sound of 13th Elevator - 1966
The Doors - Break on Through, The Doors - 1967
Jefferson Airplane - Two Hands, After Bathing at Baxter's - 1967
Jefferson Airplane - Won't You Try / Saturday Afternoon, After Bathing at Baxter's - 1967
Christiania - Djursland, Christiania - 1971
Broken Bells - The High Road, Broken Bells - 2010
Brendan Perry - Sloth, Eye of the hunter - 1999
Frank Zappa & MOI - Flower Punk, We Are Only in It for the Money - 1968
Grateful Dead - Turn on Your Love Light (live), Live/Dead - 1969
bonus track:
Grateful Dead - Sugar Magnolia (live), Hundred Year Hall - 1972

21 Mag 2011 - Anteprima Numeri Primi

© Grace Slick, cantante dei Jefferson Airplane
C'era una volta l'estate dell'amore.
Era il 1967 e, a San Francisco, si sancì l'inzio, l'apice e la fine di una delle stagioni musicali più belle e rigeneranti della Storia recente. I 'complessini' che guidarono la rivoluzione musicale - in quei mesi così effervescenti e pieni di fiori, colori, visioni, illusioni - scrissero pagine indelebili. Alcuni di loro sono spariti velocemente. Altri sono restati, in virtù di album che, ancora oggi, è un piacere ascoltare. La prossima puntata di "Numeri Primi - Un album e le storie intorno" è dedicata a uno di questi dischi immortali, "After Bathing at Baxter's" dei Jefferson Airplane. E con i Jefferson ci sarà spazio anche per The Doors, Citay, Grateful Dead, Brendan Perry, 13th Floor Elevators.

20 Mag - Frank Zappa said

© FZ
Il musicista Fabio Treves racconta:
"Ripensai (...) alla conferenza stampa tenuta da Zappa nel 1988, poche ore prima del suo concerto all'allora Palatrussardi di Milano. Fu unico e immenso anche in quell'occasione, quando il solito giornalista trombone, credendo di fare la domanda del secolo, gli chiese: "Mister Zappa, cosa farà quando sarà vecchio e privo di stimoli?". Lui, senza lasciar passare un nanosecondo, rispose: "Il critico musicale". Ci fu un applauso scrosciante da parte di tutto noi 'zappiani convinti' da sempre".
(estratto da JAM Magazine # 181, maggio 2011).
© Critico Musicale